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CHIUSURA ANTICIPATA DEL TORDO

Con la scusa della fantomatica apertura di una procedura di infrazione da parte della Comunità Europea, il Ministero dell’Ambiente, dopo aver seminato il panico intimando alle regioni di modificare in senso restrittivo i calendari che invece erano stati approvati in base a rigorosi e i noppugnabili studi scientifici, è riuscito ad ottenere che il Consiglio dei Ministri esercitasse il potere sostitutivo CON UN VERO E PROPRIO BLITZ AUTORITARIO per imporre, DALLA MEZZANOTTE DEL 20 GENNAIO, la chiusura della caccia a tordo bottaccio, cesena e beccaccia. Ancora una volta, quindi, i nostri pavidi e impreparati politici, con il supporto di burocrati incapaci e sottomessi ai desideri degli animalisti, hanno messo in atto l’ennesimo colpo di mano contro i cacciatori italiani.

         Stavolta, però, l’azione è stata ancora più spregevole in quanto non solo i calendari erano stati adottati in maniera assolutamente rispettosa delle direttive comunitarie, ma la stessa Commissione Europea non aveva la minima intenzione di muovere critiche all’operato delle Regioni ma si era limitata ad inviare allo Stato Italiano una semplicissima e banalissima richiesta di informazioni. In tutt’altre faccende affaccendati, i nostri governanti hanno ancora una volta dimostrato di essere succubi di un fanatismo animalista che non ha alcun fondamento scientifico e che fa leva solamente sul sensazionalismo e l’allarmismo sociale.

          Lo SCHIAFFO VIOLENTO E ASSOLUTAMENTE IMMOTIVATO del Consiglio dei Ministri ha colpito non solo i cacciatori ma anche l’indipendenza e l’autonomia gestionale delle regioni che, ci auguriamo sapranno ribattere con estrema fermezza e coerenza.

Ufficio Stampa A.N.L.C