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Si porta a conoscenza che entro il 04 Maggio 2015, tutti i possessori che detengono armi e non esercitano né l’attività venatoria, né l’attività sportiva ( il tiro a volo, tiro a segno, ecc…), devono presentare alla Pubblica sicurezza: Carabinieri, Commissariato o Questura, il certificato medico in bollo che ha la validità di 6 anni.

Invece, per chi vuole convertire la licenza da caccia a PdA ad uso sportivo (dato che deve presentare il certificato medico), dovrà sempre presentare la domanda con il rispettivo certificato medico, n. 3 marche da bollo da € 16,00, n.2 Fotografie, l’attestazione di versamento da € 1,27 ed allegare il vecchio libretto per uso caccia.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito della Questura di VS. competenza.


 

ANLC

È inutile negarlo, per 23 anni ci siamo dibattuti in un tritacarne mediatico e politico, manovrato da un’abile strategia animalista che ha utilizzato tutti i mezzi (leciti e illeciti) per screditarci e dipingerci come assassini e criminali psicopatici da cancellare dalla faccia dell’Italia.

 Per 23 anni abbiamo cercato, concretamente e convintamente di seguire una strategia di basso profilo, continuando a fare buon viso a cattivo gioco e accettando riduzioni e rinunce nel nome di un dialogo costruttivo e di una serena convivenza civile che non è mai arrivata perché il mondo animalista (non più ambientalista) non ha l’ha mai realmente cercata né voluta! E non la vuole certo oggi.

 Per 23 anni, qualche altra associazione ha continuato a dipingerci come gli estremisti del mondo venatorio: quelli del “Caccia libera in libero territorio” e del “Più tempi e più specie”. Una facile ironia di bassa lega che sembra abbia avuto ripercussioni negative più su di loro che su di noi che rappresentiamo, orgogliosamente la seconda realtà associativa italiana.

CHIUSURA ANTICIPATA DEL TORDO

Con la scusa della fantomatica apertura di una procedura di infrazione da parte della Comunità Europea, il Ministero dell’Ambiente, dopo aver seminato il panico intimando alle regioni di modificare in senso restrittivo i calendari che invece erano stati approvati in base a rigorosi e i noppugnabili studi scientifici, è riuscito ad ottenere che il Consiglio dei Ministri esercitasse il potere sostitutivo CON UN VERO E PROPRIO BLITZ AUTORITARIO per imporre, DALLA MEZZANOTTE DEL 20 GENNAIO, la chiusura della caccia a tordo bottaccio, cesena e beccaccia. Ancora una volta, quindi, i nostri pavidi e impreparati politici, con il supporto di burocrati incapaci e sottomessi ai desideri degli animalisti, hanno messo in atto l’ennesimo colpo di mano contro i cacciatori italiani.

         Stavolta, però, l’azione è stata ancora più spregevole in quanto non solo i calendari erano stati adottati in maniera assolutamente rispettosa delle direttive comunitarie, ma la stessa Commissione Europea non aveva la minima intenzione di muovere critiche all’operato delle Regioni ma si era limitata ad inviare allo Stato Italiano una semplicissima e banalissima richiesta di informazioni. In tutt’altre faccende affaccendati, i nostri governanti hanno ancora una volta dimostrato di essere succubi di un fanatismo animalista che non ha alcun fondamento scientifico e che fa leva solamente sul sensazionalismo e l’allarmismo sociale.

          Lo SCHIAFFO VIOLENTO E ASSOLUTAMENTE IMMOTIVATO del Consiglio dei Ministri ha colpito non solo i cacciatori ma anche l’indipendenza e l’autonomia gestionale delle regioni che, ci auguriamo sapranno ribattere con estrema fermezza e coerenza.

Ufficio Stampa A.N.L.C

LA RISCOSSA ATTRAVERSO LA SCIENZA

Il tempo delle chiacchiere è finito anche il tempo dei giochetti politici e delle promesse elettorali che vengono subito dimenticate

 

Se vogliamo che la caccia abbia un futuro per noi e per i nostri figli, solo due sono le strade da percorrere: quella della SCIENZA e quella della LOTTA SINDACALE.

 

Solo un forte rigore scientifico, basato sulla ricerca e sull'osservazione, potrà arginare la vergognosa crociata messa in piedi dall'ideologia animalista che è basata su una montagna di bugie, di stupidi luoghi comuni e anche di inaudita violenza.

 

La Libera Caccia, attraverso il suo Ufficio Tecnico Scientifico e la rete di osservatori ornitologici sta facendo chiarezza sul vero stato del patrimonio faunistico e sta dimostrando che l'attività venatoria non è un problema ma una imprendibile opportunità per gestire al meglio le risorse naturali e la biodiversità!

 

Riuscire a raccogliere e a diffondere dati di inoppugnabile rigore tecnico-scientifico rappresenta la migliore risposta agli isterismi degli animalisti e la concreta premessa per avere piani faunistici adeguati, CALENDARI VENATORI DURATURI E CERTI NEI CONTENUTI E NEI TEMPI e, quindi, per poter sperare di riprendere a praticare le cacce in deroga.

La caccia del domani non può che passare attraverso una globale rivisitazione delle direttive europee e dei relativi allegati (pensiamo, per esempio, all'inserimento dello storno nelle specie cacciabili) e attraverso la definizione di prelievi europei per aree omogenee. Evitando le assurde e inspiegabili disparità tra i paesi del bacino del Mediterraneo e della stessa UE.

 

Però è indispensabile intervenire anche sul piano della normativa nazionale mettendo finalmente in cantiere l'ormai irrimandabile rivisitazione e aggiornamento della legge 157 e della 394, alla luce delle mutate realtà ambientali e faunistiche del nostro Paese.

 

 

 

 TESSERAMENTO 2014 - 2015

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